Le verifiche di trasparenza di giugno rappresentano un test tempestivo per i controlli del Modello 231

by | Jun 23, 2026 | Blog

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Monica Greeves
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Per le aziende italiane del settore life sciences, il periodo di disclosure sulla trasparenza di giugno rappresenta un momento opportuno per verificare se i controlli interni previsti dal D.Lgs. 231/2001 siano allineati alle interazioni economiche con professionisti sanitari e organizzazioni sanitarie.

Non si tratta di una nuova scadenza normativa ai sensi del D.Lgs. 231/2001, bensì di un punto di verifica pratico in materia di compliance. Giugno è il periodo in cui molte aziende farmaceutiche europee finalizzano o pubblicano le disclosure relative ai trasferimenti di valore, rendendolo un momento naturale per verificare se contributi, sponsorizzazioni, compensi per consulenze, ospitalità e altre interazioni con HCP/HCO siano stati adeguatamente esaminati e documentati. (EFPIA)

In Italia, il D.Lgs. 231/2001 ha introdotto la responsabilità degli enti per determinati reati commessi da dipendenti, dirigenti o collaboratori, inclusi i rischi legati alla corruzione. Le aziende del settore life sciences affrontano comunemente tali rischi attraverso modelli di organizzazione, gestione e controllo volti a prevenire condotte illecite. (ICLG)

Il collegamento con il transparency reporting è di natura operativa. Se i dati relativi ai trasferimenti di valore evidenziano approvazioni poco chiare, documentazione insufficiente, classificazioni incoerenti o pagamenti non adeguatamente spiegati, le stesse criticità possono indicare debolezze anche nei controlli anticorruzione, nei processi di delega o nelle attività di monitoraggio previste dal Modello 231.

Per i team Compliance, il ciclo di disclosure di giugno dovrebbe quindi essere utilizzato come qualcosa di più di un semplice esercizio di rendicontazione. Dovrebbe diventare una verifica dei controlli: i pagamenti pubblicati all’esterno sono coerenti con le approvazioni interne, i contratti, le evidenze documentali e i presidi di rischio dell’azienda?

Per le aziende italiane del settore life sciences, il periodo di disclosure sulla trasparenza di giugno rappresenta un momento opportuno per verificare se i controlli interni previsti dal D.Lgs. 231/2001 siano allineati alle interazioni economiche con professionisti sanitari e organizzazioni sanitarie.

Non si tratta di una nuova scadenza normativa ai sensi del D.Lgs. 231/2001, bensì di un punto di verifica pratico in materia di compliance. Giugno è il periodo in cui molte aziende farmaceutiche europee finalizzano o pubblicano le disclosure relative ai trasferimenti di valore, rendendolo un momento naturale per verificare se contributi, sponsorizzazioni, compensi per consulenze, ospitalità e altre interazioni con HCP/HCO siano stati adeguatamente esaminati e documentati. (EFPIA)

In Italia, il D.Lgs. 231/2001 ha introdotto la responsabilità degli enti per determinati reati commessi da dipendenti, dirigenti o collaboratori, inclusi i rischi legati alla corruzione. Le aziende del settore life sciences affrontano comunemente tali rischi attraverso modelli di organizzazione, gestione e controllo volti a prevenire condotte illecite. (ICLG)

Il collegamento con il transparency reporting è di natura operativa. Se i dati relativi ai trasferimenti di valore evidenziano approvazioni poco chiare, documentazione insufficiente, classificazioni incoerenti o pagamenti non adeguatamente spiegati, le stesse criticità possono indicare debolezze anche nei controlli anticorruzione, nei processi di delega o nelle attività di monitoraggio previste dal Modello 231.

Per i team Compliance, il ciclo di disclosure di giugno dovrebbe quindi essere utilizzato come qualcosa di più di un semplice esercizio di rendicontazione. Dovrebbe diventare una verifica dei controlli: i pagamenti pubblicati all’esterno sono coerenti con le approvazioni interne, i contratti, le evidenze documentali e i presidi di rischio dell’azienda?

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